CNA Veneto: dalle Province

1,5 MILIARDI ALLE IMPRESE VENETE GRAZIE A SVILUPPO ARTIGIANO Liquidità garantita dal consorzio fidi di CNA Veneto

Pubblicato il 21-05-2009

Sviluppo Artigiano dal 5 marzo 2009 opera come intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia secondo il regime definito all'articolo 107 del Testo Unico Bancario. Il consorzio fidi di CNA Veneto grazie a questo riposizionamento offre oggi un nuovo livello di garanzia. Più liquidità con meno costi alle imprese, e minor rischio per le banche. In una fase di estrema difficoltà di accesso al credito Sviluppo Artigiano è il primo consorzio fidi del Veneto e il terzo in Italia ad ottenere l'iscrizione all'elenco speciale della Banca d'Italia. Grazie ad un patrimonio di garanzia che ammonta a 30 milioni di euro potranno essere erogati alle imprese fino a 1,5 miliardi di euro.
Oreste Parisato, presidente di CNA Veneto: “la prospettiva di ottenere più accessibilità al credito delle banche, a condizioni migliori, rappresenta una svolta importante in questa difficile congiuntura economica. Il segnale di fiducia che lanciamo oggi può rappresentare un volano per l'economia della nostra regione. Durante il 2009 gli istituti di credito potranno erogare complessivamente fino a 1,5 miliardi di finanziamenti alle imprese. Si tratta di una boccata d'ossigeno attesa da tempo, soprattutto da quelle aziende artigiane che, per vari motivi, soffrono la progressiva dilatazione dei tempi di pagamento e incasso. Mi auguro che l'intero sistema risponda positivamente a questa novità. Voglio inoltre sottolineare con forza che i 30 milioni di patrimonio messi a disposizione dal consorzio fidi di CNA, oltre ad essere soldi assolutamente “veri”, sono anche soldi “nostri”: dimostrano che il mondo artigiano è una categoria reattiva, ben organizzata ed in grado di trovare al suo interno le soluzioni di rilancio. Dai nostri interlocutori istituzionali, Stato e Regione Veneto in primis, ci aspettiamo che facciano altrettanto la loro parte.
Fiortentino Da Rold, presidente di Sviluppo Artigiano: “dopo un lavoro durato cinque anni abbiamo ottenuto l'iscrizione all'elenco speciale di cui all'articolo 107 del TUB. A livello nazionale ci hanno preceduto di poche settimane Finsardegna e Artigiancredito Toscano, ma siamo comunque orgogliosi di essere i primi in Veneto. I passaggi per arrivare a questo traguardo sono stati molti, l'ultima tappa, in ordine di tempo, è stata a novembre 2008 la fusione dei confidi CNA di Belluno, Venezia, Padova, Verona e Rovigo che ci ha portato a raggiungere quasi i 19mila associati. Ma quello che più conta è che Sviluppo Artigiano si mette ora a disposizione di tutte le imprese del Veneto offrendosi come garante per il 50% del prestito. Questa è la vera novità: gli istituti bancari, a tali condizioni, rischieranno di meno e potranno accantonare una percentuale del fido molto più bassa rispetto a prima. Per le imprese tutto ciò si traduce in una maggiore disponibilità di risorse.
Mario Borin, Amministratore Delegato di Sviluppo Artigiano: “ancora una volta l'innovazione, la lungimiranza e la serietà di CNA Veneto vengono premiate. Mai avremmo immaginato a novembre del 2004, quando è iniziata la procedura di iscrizione al 107, di dover affrontare oggi una crisi globale di enormi dimensioni. Quella che può essere considerata come una scelta strategica del passato, motivata dalla costante spinta alla modernizzazione del mondo artigiano, giunge a maturazione in questa fase congiunturale, particolarmente difficile proprio sul fronte del credito. I fidi per le piccole imprese non sono più solo un fatto gestionale, ma rappresentano oggi uno strumento di sopravvivenza. Consentire maggiori prestiti all'intero sistema dell'artigianato e della piccola e media impresa significa salvaguardare posti di lavoro e potere d'acquisto, soprattutto nel Veneto dove le microimprese sono il 95% e una su due utilizza lo strumento dei fidi. Oggi Sviluppo Artigiano offre una risposta completa a questo tema, cioè la possibilità di offrire garanzie nell'arco del 2009 per prestiti fino a 1,5 miliardi di euro. Passando dal precedente regime dell'articolo 106 del TUB all'intermediazione finanziaria vigilata dalla Banca d'Italia secondo l'articolo 107, le potenzialità a servizio delle imprese sono quintuplicate.

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