BASTA BLUFF, LE BANCHE TORNINO A FINANZIARE LE IMPRESE

Pubblicato il 12-01-2012

Mario Borin, segretario di Cna Veneto: “È necessario sostenere la ripresa, le difese d'ufficio delle banche sono irricevibili, il 35% delle Pmi soffre la stretta creditizia. Zaia inviti anche gli istituti di credito al tavolo per lo sviluppo"Finanziamenti europei per 490 miliardi di euro parcheggiati nelle casseforti delle banche senza alcun effetto per le imprese: il segretario di Cna Veneto Mario Borin, condivide l'allarme lanciato dal presidente degli industriali veneti Andrea Tomat e considera irricevibili le giustificazioni offerte quest'oggi dai principali rappresentanti regionali degli istituti di credito. “I conti non tornano – commenta il segretario di Cna Veneto – le banche continuano a sostenere che i loro finanziamenti a favore delle imprese nel 2011 sono aumentati, mentre il 78% delle imprese lamenta una stretta creditizia peggiore di quella del 2008, anno dello shock dei grandi gruppi americani.”Borin, che è anche amministratore delegato di Sviluppo Artigiano (uno dei maggiori consorzi fidi a livello nazionale che vanta garanzie in essere per oltre 200milioni di euro e che sfiora i 40mila soci) cita i risultati di un recente studio commissionato da Cna a Swg. “Un milione e mezzo di imprese, che rappresenta a livello nazionale il 35% delle attività con meno di 50 dipendenti – spiega Borin – denuncia di aver subito consistenti difficoltà di accesso al credito. Come è possibile che le banche vogliano ancora convincerci che va tutto bene? La verità è che, da molto tempo, gli istituti di credito non si fidano nemmeno più gli uni degli altri e al loro ruolo di sostegno alle imprese hanno abdicato da tempo.” Secondo Borin esiste comunque una via d'uscita: “Che i finanziamenti europei contribuiscano a rafforzare i patrimoni degli istituti di credito è un'idea condivisibile – commenta – ma questa liquidità deve essere la molla per l'apertura di nuove linee di credito alle imprese, solo così è possibile creare sviluppo. Quanto al merito creditizio – aggiunge Borin – purtroppo devo constatare che si tratta spesso di una scusa per tenere i rubinetti chiusi. Nel caso delle piccole imprese, le banche non dispongono di adeguati strumenti per la valutazione del rischio, che sono invece una prerogativa di strutture ad hoc come i consorzi fidi. Nei confronti di queste realtà di intermediazione finanziaria le banche hanno dimostrato finora una diffidenza eccessiva ed ingiustificata – fa notare il segretario di Cna Veneto – nel caso di Sviluppo Artigiano, il consorzio fidi promosso da Cna Veneto, la percentuale di sofferenze è di gran lunga inferiore a quella che devono sostenere le banche. Questo significa che i piccoli sono affidabili, sono in grado di onorare gli impegni e che noi siamo in grado di valutare al meglio le loro potenzialità. Il patrimonio dell'imprenditoria diffusa e degli artigiani continua ad essere un elemento fondante della nostra economia: è necessario più che mai dargli credito”.Il segretario di Cna Veneto chiede dunque di mettere da parte le polemiche e ipotizza una nuova fase di sostegno alla ripresa economica, fondata su un patto imprese-banche. “Se è vero che alle banche interessa effettivamente mettersi al sostegno del territorio – dichiara Mario Borin – allora è giusto che siano coinvolte dal presidente della Regione Luca Zaia nel tavolo per lo sviluppo convocato nei prossimi giorni. Chiediamo ufficialmente la loro partecipazione.”

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