PRESI IN GIRO SUL MADE IN ITALY

Pubblicato il 30-07-2010

No dell'unione europea alla tutela delle nostre manifatture: “inaccettabile il pressapochismo della politica italiana”.

 

Lo stop dell'Unione Europea alla legge Reguzzoni-Calearo-Versace è uno smacco duro da digerire per le piccole e medie imprese che puntano tutto sul Made in Italy. Sapere poi che il primo avvertimento dell'Europa sulla legge italiana che è chiamata a regolare le indicazioni d'origine, chiesta a gran voce da Cna Veneto e da altre associazioni di categoria nel campo del tessile, trova presupposto più in errori formali che di merito, è un'ulteriore doccia fredda. “Negligenza, pressapochismo, non sappiamo come definire questa vicenda – commenta Rosanna Toniazzo Presidente di Cna Federmoda Veneto – ci sentiamo presi in giro. La tutela del made in Italy rappresenta una delle condizioni necessarie per poter continuare a competere, sia nel mercato italiano che in quello internazionale. E invece, malgrado i controlli delle forze dell'ordine, il rispetto di questi presupposti continua a venire meno, con l'aggravante di una legge che è nata già morta.”

 

Artigianato di qualità, storiche produzioni, intere filiere radicate nel territorio che rischiano segnare il passo: per Cna Veneto, dietro alla necessità di tutelare il Made in Italy c'è tutto questo: “non molleremo questa battaglia – annuncia Rosanna Toniazzo – è chiaro che per poter imporre in Europa una rigorosa normativa sull'indicazione d'origine, la strategia da perseguire è tutt'altra da quella che abbiamo visto finora. È necessario inserire la tutela del Made in all'interno delle misure a favore dei consumatori già sancite dalle norme contenute nel codice del consumo e dall'Accordo di Madrid sulle false indicazioni di provenienza. Confidiamo – conclude Toniazzo – di continuare questa battaglia assieme a tutte le rappresentanze di categoria: artigiani, industriali, commercianti e rappresentanti delle organizzazioni sindacali.”

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