SUI RITARDI DELLA TAV LA COLPA È ANCHE DEL VENETO
Dopo l'accordo per la Trieste-Divaccia e l'ok dell'Europa per il Corridoio Adriatico-Baltico, la TAV non può più aspettare.
Anche
le piccole imprese soffrono i ritardi sulla TAV, perchè è la competitività
complessiva del Nordest ad essere penalizzata. CNA Veneto, per voce di Renzo
Genovese, responsabile delle infrastruttura chiede, però, che si metta al più
presto fine al rimpallo di responsabilità visto finora: "Il presidente della
Regione Luca Zaia e il presidente degli industriali veneti Tomat negli ultimi
giorni hanno giustamente protestato per il venir meno, nella Finanziaria
presentata dal Governo, delle risorse per il completamento della TAV verso
Venezia e Trieste - commenta Genovese di CNA Veneto - Non c'è dubbio che i
Governi ormai da molto tempo abbiano compiuto la scelta strategica della
direttrice nord-sud del paese (Torino-Milano-Roma-Napoli) e non a caso l'alta
velocità ferroviaria su quella direttrice è ormai una realtà. E' evidente che
la Tav in Valpadana è venuta dopo, malgrado sia proprio in quest'area che si
concentri la maggior parte dell'apparato produttivo italiano. Ma perchè oggi si
continua a tergiversare? Perchè si procede nella progettazione del nuovo tratto
Napoli-Bari, mentre nella nostra area ogni pretesto è buono per fermare il
lavoro?"
Secondo
CNA Veneto, il fronte su cui lavorare è ancora una volta quello della
rappresentatività del Nordest nelle istituzioni di ambito nazionale: "C'è un
problema di peso politico che il Nordest, anche con l'attuale Governo, non
riesce ad esprimere - sottolinea Genovese - ma c'è anche una responsabilità che
riguarda proprio noi, che difficilmente può essere addossata ad altri. Da
troppo tempo è in atto uno strano gioco di scaricabarile: il Governo non mette
i soldi giustificando la sua scelta dietro al fatto che non esiste ancora
un'idea di tracciato condivisa da tutti i soggetti istituzionali interessati,
la Regione non spinge a chiudere i tavoli di concertazione giustificandosi con
il fatto che non ci sono i soldi. Il cane si morde la coda e il risultato è che
il ritardo si accumula.
La
soluzione? Per CNA è ora di dare una scossa alla definizione del tracciato del
Nordest: "Bisogna uscire da questa situazione e sottrarre al Governo il facile
alibi della indecisione dei veneti - spiega Genovese - occorre che la Regione
rompa davvero gli indugi. Ci sono due nodi da risolvere: il passaggio di
Vicenza e il tracciato ad est di Venezia verso il Friuli. Non si può più
attendere; i confronti e le discussioni sono state fin troppo ampie; ora è il
momento di decidere. Da un uomo concreto e deciso come Zaia ci attendiamo un
segno di svolta."
L'appello
di CNA Veneto arriva in corrisponedenza con due importanti novità degli ultimi
giorni: l'accordo tra l'Italia e la Slovenia sul tracciato tra Trieste e Divaccia,
dopo anni di scontri e di ritardi, e la decisione del Parlamento europeo di
includere tra i grandi Corridoi europei il nuovo Adriatico-Baltico. Soprattutto
la seconda notizia accresce enormemente il ruolo del Nordest italiano come nodo
di incrocio di tre grandi corridoi: quello est ovest Lione-Kiev, quello nord
sud Venezia-Trieste-Danzica e quello marittimo Adriatico. Un'opportunità per la
quale la politica non deve più giocare al rimpiattino.