SUI RITARDI DELLA TAV LA COLPA È ANCHE DEL VENETO

Pubblicato il 24-06-2010

Dopo l'accordo per la Trieste-Divaccia e l'ok dell'Europa per il Corridoio Adriatico-Baltico, la TAV  non può più aspettare.


Anche le piccole imprese soffrono i ritardi sulla TAV, perchè è la competitività complessiva del Nordest ad essere penalizzata. CNA Veneto, per voce di Renzo Genovese, responsabile delle infrastruttura chiede, però, che si metta al più presto fine al rimpallo di responsabilità visto finora: "Il presidente della Regione Luca Zaia e il presidente degli industriali veneti Tomat negli ultimi giorni hanno giustamente protestato per il venir meno, nella Finanziaria presentata dal Governo, delle risorse per il completamento della TAV verso Venezia e Trieste - commenta Genovese di CNA Veneto - Non c'è dubbio che i Governi ormai da molto tempo abbiano compiuto la scelta strategica della direttrice nord-sud del paese (Torino-Milano-Roma-Napoli) e non a caso l'alta velocità ferroviaria su quella direttrice è ormai una realtà. E' evidente che la Tav in Valpadana è venuta dopo, malgrado sia proprio in quest'area che si concentri la maggior parte dell'apparato produttivo italiano. Ma perchè oggi si continua a tergiversare? Perchè si procede nella progettazione del nuovo tratto Napoli-Bari, mentre nella nostra area ogni pretesto è buono per fermare il lavoro?"

Secondo CNA Veneto, il fronte su cui lavorare è ancora una volta quello della rappresentatività del Nordest nelle istituzioni di ambito nazionale: "C'è un problema di peso politico che il Nordest, anche con l'attuale Governo, non riesce ad esprimere - sottolinea Genovese - ma c'è anche una responsabilità che riguarda proprio noi, che difficilmente può essere addossata ad altri. Da troppo tempo è in atto uno strano gioco di scaricabarile: il Governo non mette i soldi giustificando la sua scelta dietro al fatto che non esiste ancora un'idea di tracciato condivisa da tutti i soggetti istituzionali interessati, la Regione non spinge a chiudere i tavoli di concertazione giustificandosi con il fatto che non ci sono i soldi. Il cane si morde la coda e il risultato è che il ritardo si accumula.


La soluzione? Per CNA è ora di dare una scossa alla definizione del tracciato del Nordest: "Bisogna uscire da questa situazione e sottrarre al Governo il facile alibi della indecisione dei veneti - spiega Genovese - occorre che la Regione rompa davvero gli indugi. Ci sono due nodi da risolvere: il passaggio di Vicenza e il tracciato ad est di Venezia verso il Friuli. Non si può più attendere; i confronti e le discussioni sono state fin troppo ampie; ora è il momento di decidere. Da un uomo concreto e deciso come Zaia ci attendiamo un segno di svolta."


L'appello di CNA Veneto arriva in corrisponedenza con due importanti novità degli ultimi giorni: l'accordo tra l'Italia e la Slovenia sul tracciato tra Trieste e Divaccia, dopo anni di scontri e di ritardi, e la decisione del Parlamento europeo di includere tra i grandi Corridoi europei il nuovo Adriatico-Baltico. Soprattutto la seconda notizia accresce enormemente il ruolo del Nordest italiano come nodo di incrocio di tre grandi corridoi: quello est ovest Lione-Kiev, quello nord sud Venezia-Trieste-Danzica e quello marittimo Adriatico. Un'opportunità per la quale la politica non deve più giocare al rimpiattino.

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