SULLA TAV ZAIA DEVE FARE DELLE SCELTE
“Sulla TAV ci sono due nodi che riguardano la Regione Veneto - dichiara Renzo Genovese della Cna del Veneto-: il passaggio di Vicenza e il tracciato ad est di Venezia verso il Friuli. Si tratta di scelte che competono innanzitutto alla nostra Regione, sulle quali finora si sono fatte molte discussioni, ma nessuna scelta concreta; ciò oggettivamente concorre a ritardare l'avvio dei lavori.”
Proprio ieri l'assessore alle infrastrutture del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenendo ad un dibattito a Trieste, pur riconoscendo l'esclusiva competenza del Veneto, lamentava il fatto che allo stato attuale sul punto di intersezione tra i tracciati della TAV non c'è ancora alcun accordo tra le due Regioni e aggiungeva che questo problema deve necessariamente essere risolto entro il 31 dicembre di quest'anno, pena la perdita del finanziamento europeo.
L'opzione di massima fatta dal Veneto di far correre la ferrovia lungo un tracciato basso vicino alla costa si scontra con la scelta del Friuli di affiancare la ferrovia alla autostrada: questo dunque è il problema che attende una risposta.
Un'altra risposta altrettanto urgente deve essere data alla questione dell'attraversamento di Vicenza:
tracciato in galleria sotto l'attuale stazione oppure più a sud? A Vicenza se ne discute da anni, ma finora una decisione finale non è stata ancora presa.
“Noi abbiamo apprezzato nei giorni scorsi le proteste del Presidente Luca Zaia e del Presidente degli Industriali Tomat a proposito del taglio delle risorse per quest'opera da parte del Governo con la legge Finanziaria, ma qui ci sono anche scelte che spetta a noi fare e che non si possono scaricare sulle spalle di altri. Da troppo tempo è in atto uno strano gioco di scaricabarile: il Governo non mette i soldi giustificando la sua scelta dietro al fatto che non esiste ancora un'idea di tracciato condivisa da tutti i soggetti istituzionali interessati, la Regione non spinge a chiudere i tavoli di concertazione giustificandosi con il fatto che non ci sono i soldi. Il cane si morde la coda e il risultato è che il ritardo si accumula.
La soluzione? Per CNA è ora di dare una scossa alla definizione del tracciato del Nordest: “Bisogna uscire da questa situazione e sottrarre al Governo il facile alibi della indecisione dei veneti – spiega Genovese – occorre che la Regione rompa davvero gli indugi.I due nodi devono essere sciolti; non si può più attendere; i confronti e le discussioni sono state fin troppo ampie; ora è il momento di decidere. Da un uomo concreto e deciso come Zaia ci attendiamo un segno di svolta.”
L'appello di CNA Veneto arriva in corrisponedenza con due importanti novità degli ultimi giorni: l'accordo tra l'Italia e la Slovenia sul tracciato tra Trieste e Divaccia, dopo anni di scontri e di ritardi, e la decisione del Parlamento europeo di includere tra i grandi Corridoi europei il nuovo Adriatico-Baltico. Soprattutto la seconda notizia accresce enormemente il ruolo del Nordest italiano come nodo di incrocio di tre grandi corridoi: quello est ovest Lione-Kiev, quello nord sud Venezia-Trieste-Danzica e quello marittimo Adriatico. Un'opportunità per la quale la politica non deve più giocare al rimpiattino.