SVILUPPO ARTIGIANO: IL CONSORZIO FIDI DI CNA VENETO A GARANZIA DEL CREDITO

Pubblicato il 24-06-2010

 

Sviluppo Artigiano dal 5 marzo 2009 opera come intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia secondo il regime definito all'articolo 107 del Testo Unico Bancario. Il consorzio fidi promosso da CNA Veneto è stato il primo nel Veneto e nel Nord Italia ad ottenere questo riposizionamento. Più liquidità con meno costi alle imprese, maggior solidità patrimoniale, garanzie più certe e trasparenti: quello di Sviluppo Artigiano è un nuovo livello di garanzia che, in molti casi, ha consentito alle aziende venete di fronteggiare gli effetti finanziari della crisi economica. Nel 2009 le garanzie rilasciate sono cresciute del 51,22%, per un ammontare complessivo di 206milioni di euro di nuovi finanziamenti erogati dalle banche.


In una regione come il Veneto dove le micro imprese rappresentano il 90% del tessuto produttivo e una su due utilizza lo strumento dei fidi, Sviluppo Artigiano si sta affermando tra i più qualificati partner per l'accesso al credito. Lo dicono i numeri: le nuove garanzie per finanziamenti, che nel 2009 hanno superato i 200milioni di euro, gli oltre 400 nuovi soci e la possibilità di garantire ulteriore liquidità al sistema imprenditoriale per 700milioni di euro. Sviluppo Artigiano, inoltre, mette a disposizione delle aziende un nuovo livello qualitativo di intermediazione finanziaria: garanzie dirette alle banche per il 50% dell'affidamento bancario, rinegoziazione delle condizioni e del costo del denaro, servizi di expertise e pre-rating. Un lavoro che ha portato a quota 19.179 il numero degli associati.

Dopo operazioni di accantonamento a copertura del 100% dei crediti, del 95% delle sofferenze, del 50% delle revoche e del 2,1% per operazioni generiche, il patrimonio di vigilanza al 31 dicembre 2009, sfiora comunque i 20milioni di euro. Una somma pronta a sostenere e rilanciare il mondo imprenditoriale. CNA Veneto, promotrice del consorzio fidi Sviluppo Artigiano, ha dato impulso alla creazione di uno strumento che si è dimostrato efficace per fronteggiare l'attuale crisi, ma che vuole svolgere soprattutto una funzione di rilancio del sistema economico nello scenario dell'intero Nordest, superando angusti campanilismi territoriali e di appartenenza. Il percorso avviato da CNA Veneto parte proprio da questi presupposti: prima la fusione, nel 2008, dei piccoli consorzi di Venezia, Padova, Verona, Rovigo e Belluno, poi il salto di qualità con il passaggio, secondo le norme di Basilea 2, al regime 107, nel marzo 2009, poi un intenso lavoro di rinegoziazione delle condizioni di credito con gli istituti bancari, che continua ancora oggi, nel tentativo di ottenere sempre maggiori vantaggi per le imprese.

 

 

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