TAGLI ALLE REGIONI E BUCO SANITÀ: SAREMO NOI A PAGARE?

Pubblicato il 22-07-2010

Preoccupazione di CNA Veneto in vista del prossimo bilancio regionale: “crescita e ripresa vanno sostenute, non siamo ancora ripartiti”

È forte la preoccupazione degli artigiani di CNA Veneto per gli effetti della manovra finanziaria 2011 sul sistema produttivo ed imprenditoriale della nostra regione. Troppo rigide secondo i tecnici di CNA le strutture di costo della sanità e della burocrazia regionale per poter assorbire i tagli imposti da Tremonti. E il recente annuncio del governatore Luca Zaia “sull'ammanco di 250 milioni di euro per Azienda Ospedaliera Integrata di Verona” non fa che gettare benzina sul fuoco: “Secondo le nostre stime la Regione vedrà ridotti i trasferimenti dallo Stato di una cifra compresa tra i 350 e i 500 milioni – commenta il Presidente di CNA Veneto Oreste Parisato – dai giornali apprendiamo di ulteriori ammanchi nel settore sanità, la nostra preoccupazione è che alla fine a pagare possano essere soprattutto i settori produttivi e, quindi, gli artigiani. Le risorse del cosiddetto Fondo Unico necessarie al rilancio economico (internazionalizzazione, credito, innovazione, fondi di rotazione, ecc.) potrebbero essere le prime ad essere ridotte drasticamente. Temiamo che la già tenue ripresa vista nel primo semestre 2010 venga così soffocata sul nascere dalla riduzione degli investimenti in favore delle imprese. Per questo chiediamo alla Regione, e a Zaia in primis, di non abdicare al loro ruolo di motore propulsivo per l'economia locale. E' stata positiva la riorganizzazione degli incarichi dirigenziali realizzata nei giorni scorsi, ma ora lo sforzo per il recupero delle risorse che verranno a mancare deve essere rivolto soprattutto alla ricerca di inefficienze, di sprechi, di cattiva spesa. Eventuali tagli ai comparti produttivi potrebbero compromettere lo sviluppo di moltissime imprese”.

 

Secondo il Presidente di CNA Veneto, Oreste Parisato, la difficile situazione transitoria del sistema imprenditoriale del Nordest è dimostrata anche dai controversi segnali che emergono dalle più recenti analisi congiunturali, o meglio, dalle loro diverse interpretazioni. ”Non c'è giorno che si parli di declino o di ripresa – commenta Parisato – trovo che gridare alla morte o alla rinascita dell'artigianato e del modello Nordest sia però un esercizio inutile e una perdita di tempo. Le associazioni di categoria e la politica sono oggi chiamate a rafforzare tutti quei timidi segnali che arrivano dal tessuto produttivo. CNA Veneto da mesi è impegnata su questo fronte (dalla recente costituzione di Rete Imprese Italia, al Protocollo d'Intesa firmato con i “fratelli” del Friuli Venezia Giulia, passando per i servizi di accesso al credito e la recente firma del nuovo contratto del settore moda) e a maggior ragione chiediamo al Governatore Zaia di non sacrificare capitoli di bilancio che sono strategici per il nostro settore. Altrimenti il produttivo Nordest e i suoi artigiani apprezzati in tutto il mondo rischiano solo di essere un lontano ricordo. Ad avere ragione saranno soprattutto i segni meno.”

 

 

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