. SODDISFAZIONE CNA PER LA NUOVA METODOLOGIA ANTIDUMPING DOPO L’ACCORDO PARLAMENTO – CONSIGLIO EUROPEI

I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto alcuni giorni fa un accordo sulla proposta adottata dalla Commissione nel novembre 2016 che modifica la legislazione antidumping e antisovvenzioni dell'UE.

Tali modifiche permetteranno agli strumenti di difesa commerciale dell'Europa di fronteggiare le realtà attuali, in particolare gli eccessi di capacità produttiva, nel contesto degli scambi internazionali, pur rispettando pienamente gli obblighi internazionali dell'UE nel quadro giuridico dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).

“L’accordo è un passo avanti di notevole importanza per la garanzia di salvaguardia delle nostre imprese dalla concorrenza sleale che patiamo in particolare dalla Cina, ma non solo”, ha commentato il Vicesegretario di CNA Veneto, Matteo Ribon.

L'Europa sostiene scambi liberi ed equi, ma nell’appoggiare la libertà di commercio non vuole essere ingenua e sembra indirizzarsi verso una legislazione che, pur sostenendo il sistema di scambi commerciali multilaterale e basato sul rispetto delle norme,

permetta di garantire parità di condizioni alle imprese europee.

Questa politica assicurerà gli strumenti per agire contro la concorrenza sleale e il dumping di prodotti sul mercato dell'UE che causano la distruzione di posti di lavoro e la chiusura di molte aziende.

Disporre di una metodologia nuova per il calcolo dell'effetto del dumping sulle importazioni provenienti da paesi le cui economie presentano forti distorsioni è essenziale per far fronte alle realtà del commercio internazionale globalizzato.

La nuova legislazione introduce una nuova metodologia per calcolare i margini di dumping delle importazioni da paesi terzi in presenza di forti distorsioni del mercato o di un'influenza penetrante dello Stato sull'economia. Le norme sono formulate senza riferimenti specifici ad alcun paese e nel pieno rispetto degli obblighi assunti dall'UE nell'OMC.

L'accordo comprende anche modifiche che rafforzano la normativa antisovvenzioni dell'UE affinché in futuro eventuali nuove sovvenzioni emerse nel corso di un'inchiesta possano essere esaminate e tenute presenti all'atto dell'istituzione dei dazi definitivi.

Le nuove norme si applicheranno solo ai casi aperti dopo l'entrata in vigore della nuova legislazione  che prevede anche un periodo transitorio durante il quale tutte le misure antidumping attualmente in vigore, come pure le inchieste in corso, resteranno soggette alla normativa attuale.

Per determinare i casi di distorsione saranno presi in considerazione diversi criteri tra cui le politiche e l'influenza dello Stato, la presenza diffusa di imprese di proprietà dello Stato, la discriminazione a favore delle imprese nazionali e l'assenza di indipendenza del settore finanziario. La Commissione può redigere relazioni riguardanti paesi o settori per rilevare le distorsioni; le prove raccolte a tal fine potranno essere utilizzate nelle inchieste future. Al momento di presentare una denuncia l'industria potrà invocare tali relazioni della Commissione a sostegno delle proprie affermazioni per quanto riguarda i paesi nei quali sono state ravvisate distorsioni.

Si prevede che la legislazione entri in vigore prima della fine di quest'anno.