. UN CORTO PER PROMUOVERE UNA STORIA DI SUCCESSO

In Veneto coinvolti 115 mila studenti e 43 mila imprese. Metà degli studenti coinvolti ha migliorato rendimento e condotta a scuola

Il 50 per cento dei 115 mila studenti veneti che ha frequentato il percorso di Alternanza scuola lavoro ha avuto un sensibile miglioramento del profitto a scuola e del comportamento. Il dato, molto incoraggiante, è stato reso noto dall’Ufficio scolastico regionale nel corso della presentazione del cortometraggio realizzato dalle associazioni artigiane e dai sindacati tramite EBAV per promuovere l’alternanza scuola lavoro nei confronti dei giovani e delle piccole imprese del settore artigiano veneto.

 

 “Valore: storie di come essere e fare alternanza scuola lavoro nel mondo artigiano" è il titolo del corto presentato a Palazzo Balbi, Venezia, sede della Giunta Regionale del Veneto alla presenza dell’Assessore al Lavoro Elena Donazzan.

Il progetto è stato realizzato tramite i finanziamenti messi a disposizione dall'Ente Bilaterale dell'Artigianato Veneto (EBAV) nell'ambito dell'Accordo Interconfederale Regionale per il rafforzamento dell'alternanza scuola lavoro, da Cna, Confartigianato, Casartigiani, Cgil, Cisl e Uil del Veneto, in collaborazione con Assessorato al Lavoro della Regione Veneto, ANPAL e Ufficio Scolastico Regionale.

 

Quella dell’ASL in Veneto è una storia di successo, testimoniata dai numeri: gli studenti coinvolti in percorsi di alternanza scuola lavoro in Veneto nell’anno scolastico 2017- gli 2018 sono stati 115.000, mediamente 335 per ciascuna sede scolastica. Quasi tutte le scuole hanno trovato realtà lavorative accoglienti: solamente il 9% delle scuole venete lamenta oggi la difficoltà di reperimento delle imprese. 9 scuole venete su 10 hanno assicurato il percorso completo di ASL agli allievi del quinto anno. Il 97% delle esperienze di ASL realizzate in Veneto si è realizzata all’interno di imprese, enti o associazioni.

 

Impressionanti anche i dati delle imprese: 42.817 quelle coinvolte nel 2017-18, 19.771 hanno accolto studenti degli istituti tecnici, 12.178, quelli dei Licei, e 10.868, quelli dei professionali. Solo nel 3% delle esperienze di alternanza scuola lavoro è stata evidenziata una qualche criticità da parte delle scuole. Nel 43% dei casi invece dopo le esperienze di alternanza si è assistito ad un miglioramento della motivazione e della condotta degli studenti e nel 50% di osservato un miglioramento del profitto degli studenti.

Il Veneto è stata la prima regione in Italia a sperimentare l’alternanza scuola lavoro. Era il 2003 e ancora non si trattava di un obbligo previsto per legge ma di un’opportunità per co-progettare con il mondo scolastico percorsi formativi coerenti con i fabbisogni del sistema delle imprese. Nel 2016, dopo l’approvazione della Legge su La Buona Scuola, è stato di nuovo il Veneto ad impegnarsi per primo in un Protocollo d’intesa con le parti sociali regionali, Unioncamere e l’articolazione territoriale de MIUR. Un nuovo Protocollo è stato sottoscritto lo scorso 11 ottobre con le stesse Parti. Anche in questa occasione è stata ribadita l’importanza che l’alternanza scuola lavoro e della straordinaria opportunità che essa costituisce per far dialogare scuola e mondo del lavoro anche al fine di correlare l’offerta formativa allo sviluppo, culturale, sociale ed economico del territorio.

“La necessità di diffondere e valorizzare ulteriormente le opportunità connesse all’attivazione di percorsi di alternanza scuola lavoro nei confronti delle imprese per un verso, e, il pregiudizio culturale con cui ancora troppo spesso famiglie e scuole guardano al mondo delle piccole imprese per l’altro, sono stati tra gli elementi che ci hanno indotto a prevedere nell’ambito dell’Accordo sindacale regionale sottoscritto lo scorso 23 gennaio 2018 le messa a punto di uno short movie volto a promuovere una “rinnovata rappresentazione culturale del lavoro artigiano” destinato a imprese, scuole, giovani e famiglie”, hanno affermato in una nota associazioni artigiane e sindacati.

 

Lo short movie, girato in parte nelle aule e in parte all’interno delle imprese, ha visto la partecipazione di giovani e imprenditori coinvolti in progetti di vera integrazione tra scuola e lavoro avviati nel nostro territorio. Quello che ne emerge è il racconto di una quotidianità, che fa del valore dell’esperienza e della relazione formativa, ed in particolare di quella tra tutor e studente, la cifra attorno alla quale costruire una vera integrazione tra scuola e impresa, premessa indispensabile per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro territorio.