. CNA AGROALIMENTARE: “NECESSARIA LEGGE CHE TUTELI DI PIU’ CONSUMATORI E PRODUTTORI ARTIGIANALI”

In Veneto dal 2015 la tutela passa per il Marchio "Forno di qualità"

“Sulle tavole degli italiani deve arrivare solo pane genuino e di qualità. Auspichiamo una legge che disciplini la panificazione per tutelare maggiormente consumatori e produttori artigianali, non un cavallo di troia per introdurre pericolosi escamotage”. E’ la posizione espressa dal presidente della CNA Agroalimentare,il bellunese Mirco Della Vecchia, di fronte ai componenti della commissione Agricoltura della Camera nel corso dell’audizione sulla proposta di legge 3265 in materia di produzione e vendita del pane.

“Per evitare confusione – ha detto ancora Della Vecchia – chiediamo di vietare la dicitura <pane fresco> quando il prodotto è ottenuto attraverso l’utilizzo di semilavorati congelati o surgelati. Di limitare la tutela esclusivamente al <pane fresco>, senza diciture equivoche come <pane appena sfornato> o <pane di giornata>. Di definire più dettagliatamente le indicazioni da inserire nelle confezioni di pane posto in vendita crudo ma ancora congelato o surgelato. E di inserire, infine, l’obbligo di indicare in maniera evidente che il pane in vendita negli espositori “take away”, sfuso o confezionato, deriva da cottura o completamento di cottura di pane congelato o surgelato, prodotto in uno stabilimento diverso da quello nel quale viene cotto o dorato per essere posto in vendita”.

Sulla necessità di tutela dei consumatori e delle aziende di panificazione che realmente producono solo pane fresco, la Regione Veneto, d’intesa con le associazioni di categoria ha istituito nel 2015 il Marchio “Forno di Qualità”, predisponendo un disciplinare per la qualificazione delle imprese di panificazione e un regolamento d’uso del marchio stesso.

Il disciplinare trae spunto dalla necessità di guidare il consumatore nella scelta del prodotto “pane”

attraverso un marchio di qualità che veicoli il messaggio di offerta locale, tipica e di qualità. In quest’ottica sono stati fissati i requisiti che le imprese della panificazione devono soddisfare affiancando al valore “qualità” caratteristiche specifiche legate alla tradizione veneta.

Al disciplinare possono aderire tutte le imprese di panificazione che siano interessate a promuovere sia la qualità del proprio prodotto “pane”, sia le specialità panarie legate alla tradizione veneta. A questo scopo il documento prende in esame il processo di selezione delle materie prime, il ciclo produttivo e le tecniche di lavorazione del “pane” con l’obiettivo di garantire al consumatore un’offerta che risponda il più possibile alle tradizioni e alle specialità locali e sia coerente al fattore “qualità”.

Il “Forno di Qualità” garantisce al consumatore che il “pane fresco” sia prodotto con l’impiego degli ingredienti consentiti dalla normativa vigente in materia e di una percentuale di lievito compresso non superiore al 3%, sia prodotto con l’impiego di farine consentite dalla normativa comunitaria e, se addizionato di un condimento, si tratti esclusivamente dello strutto “vergine” o dell’olio di oliva “vergine” o ”extravergine”; che il processo di produzione del “pane fresco” e degli altri eventuali prodotti di panificazione sia basato sul metodo dell’impasto indiretto; che nel processo di produzione del “pane fresco” non sia impiegato il metodo “dell’impasto diretto” e che “la

cella di fermentazione controllata” sia usata per un periodo massimo di 72 ore, a partire dal momento di introduzione del prodotto al suo interno, determinando così soltanto il rallentamento della fase di lievitazione, ma non il suo arresto.

Le fasi produttive e la tecnica impiegata devono assicurare che il prodotto finito mantenga inalterate tutte le caratteristiche peculiari delle tipologie merceologiche. Tutte le lavorazioni devono essere eseguite all'interno del panificio. La fantasia, la manualità, l’esperienza e la professionalità dell’impresa di panificazione non sono, comunque, vincolate.

Il Marchio viene rilasciato dalla Regione dietro richiesta dell’operatore e previa verifica di conformità.