. CINEMA: UNA RIFORMA SPUNTATA, POCA ATTENZIONE PER LE PICCOLE IMPRESE

Firmati i decreti attuativi, ma CNA Cinema esprime il disagio di oltre mille imprese di Veneto, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Basilicata

“Solo attraverso una sana concorrenza si può risollevare l’intero settore del cinema e degli audiovisivi in Italia, e riportare il cinema italiano di qualità ai vertici dei mercati internazionali”.

Lo afferma per CNA Cinema e Audiovisivo Veneto, Filippo Dalla Villa, Presidente regionale e nazionale di CNA Comunicazione, in riferimento ai decreti attuati della nuova legge di riforma del settore, finalmente firmati, ma deludenti. “In dirittura d’arrivo non si è avuto il coraggio di rendere veramente innovativa questa riforma, introducendo misure incentivanti la concorrenza, che avrebbero bilanciato il peso delle lobby dei grandi produttori e delle televisioni con quello delle piccole imprese indipendenti. Questo risultato vanifica molti degli sforzi fatti, rischiando così di limitare la crescita di tutto il settore nei prossimi anni, a vantaggio solo di alcune imprese e dei broadcast di riferimento”, commenta Dalla Villa.

Pur apprezzando l’impianto generale della legge, CNA Cinema evidenzia come le proposte avanzate dal Tavolo inter Associativo composto da molte Associazioni del settore, alla fine non siano state recepite nell’ultima stesura dei decreti. In particolare, per quanto riguarda la ripartizione dei contributi selettivi: è evidente che ai comparti scrittura,  sviluppo, produzione, distribuzione ed esercizio andranno risorse pari solo a 32 milioni, circa all’8% del fondo, molto lontano dunque dalla soglia minima del 15% prevista dalla stessa legge. Infatti, pur essendo stati reperiti ulteriori 40 milioni dal Mibact per ridurre le conseguenze dell’inserimento nella quota selettiva degli enti pubblici, non si è avuto un incremento effettivo dei 32 milioni come era stato promesso dallo stesso Ministro Franceschini alle associazioni firmatarie.

Inoltre, a CNA Cinema spiace verificare come il decreto sui contributi automatici sia stato decisamente ribaltato nella sua impostazione iniziale, spostando il peso dai risultati artistici e culturali a quelli economici, favorendo in questo modo le imprese più strutturate e trascurando le piccole micro imprese che realizzano prevalentemente cinema di qualità ed indipendente. Lo stesso dicasi per i criteri poco comprensibili con cui vengono selezionati i Festival inseriti nell’elenco.

In questa direzione, ancor più grave appare aver limitato l’utilizzo delle Reti di impresa, strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle micro imprese, alla sola fase delle sviluppo e all’esercizio, escludendo la fase cruciale della produzione e di fatto vanificando uno strumento innovativo e utile alla crescita di tutto il comparto.

CNA Cinema apprezza comunque il lungo lavoro di concertazione svolto dal Ministro Franceschini insieme alle associazioni del comparto, che ha portato, dopo anni d’attesa, ad una nuova legge di sistema. Lo fa nei giorni in cui il grande cinema è stato sotto i riflettori della Mostra internazionale di Venezia – nell’ambito della quale CNA Cinema si è presentata in rappresentanza di oltre un migliaio di imprese tra Veneto, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Basilicata, che costituiscono la filiera del cinema indipendente Made in Italy-.

Proprio per questo motivo intende giocare fino in fondo l’azione di lobby, che adesso può e deve esercitare come nuovo player nella rappresentanza delle imprese del settore, forte delle competenze, dei numeri e del ruolo che queste imprese operano nella filiera dell’industria cinematografica.