. LE IMPRESE COLGANO DA SUBITO LE OPPORTUNITA' DEL BIM SE VOGLIONO RIMANERE COMPETITIVE

Convegno di CNA a Mestre sul sul Building Information Modelling

“Il BIM, Building Information Modelling, è una rivoluzione che coinvolge l’intera filiera delle costruzioni, e che investirà le piccole imprese fin da subito, costituendo un’importante opportunità da cogliere adesso”.

E’ così che Roberto Strumendo, portavoce CNA Edilizia Veneto, ha definito le nuove procedure che interessano il settore, nel suo intervento al convegno sull’impatto digitale nella filiera delle costruzioni svoltosi a Mestre su iniziativa delle Unioni Costruzioni e Installatori e impianti di CNA Veneto e CNA Venezia.

Si è trattato di un momento di confronto proficuo, con grande interesse di imprese e professionisti, interlocuzione vivace con i relatori per capire meglio le trame del sistema digitale BIM.

“Le imprese dimostrano ancora una volta elasticità nel saper rispondere agli stimoli del mercato. Come CNA Veneto e territoriali metteremo presto in piedi dei programmi formativi ad hoc su questo tema che riteniamo strategico da cogliere oggi, come leva competitiva per le PMI”, ha commentato Fabio Fiorot, segretario regionale delle due Unioni..

Infatti, anche se sta per divenytare un obbligo di legge, più ancora è un obbligo della legge del mercato: le imprese del comparto costruzioni se vogliono essere competitive e misurarsi con il mercato che conta devono adeguarsi il più presto possibile, se già non l’hanno fatto, alle nuove procedure del BIM, il Building Information Modelling.

Si tratta di una nuova metodologia di progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione di un’opera edile, che investe tutte le figure coinvolte nel processo.

L’obbligo scatterà nel gennaio 2019 per le pubbliche amministrazioni, in quanto la legge 50/2016 prevede che gli enti pubblici richiedano il BIM in fase di progettazione da quella data, con introduzione graduale degli appalti più grandi, fino all’implementazione per tutti gli appalti pubblici entro il 2025.

Una rivoluzione digitale che, come già ha fatto per tutti i comparti della nostra vita e dell’economia, riguarderà l’intera filiera delle costruzioni : progettisti, ditte esecutrici, subappaltatrici e forniture, includendo operai, tecnici edili e impiantisti che operano nei cantieri.

Nel privato la rivoluzione digitale ha anticipato i tempi e sono già molti i committenti che richiedono il BIM ai propri fornitori. Meglio anticipare i tempi, quindi e farsi trovare pronti all’appuntamento.

“Conviene inoltre togliere ogni dubbio e chiarire fin da subito che il percorso di formazione per comprendere il nuovo sistema è e sarà un percorso impegnativo e continuo, come continua è l’evoluzione della tecnologia, per cui  partendo oggi potremmo dire di essere già in ritardo. Il sistema BIM prevede che tutte le figure coinvolte nel processo, abbiano accesso ed interagiscano con informazioni digitali strutturate riguardanti ogni elemento del manufatto, lungo tutto il ciclo di vita”, ha sostenuto Strumendo.

E non si tratta di una ‘moda’ di passaggio, affermato ancora il portavoce CNA Edilizia Veneto, ma di un processo che gradualmente investirà l’edilizia tutta, finanche il comparto privato. Già oggi diverse stazioni appaltanti pongono l’adozione del sistema Bim come aspetto premiante nelle gare, nonché è già adottato da alcuni grandi costruttori privati. Non bisogna infatti adottare la sola prospettiva dell’obbligo, ma dell’effettiva opportunità del suo impiego, che mediamente consente un risparmio dei costi complessivi di costruzione e gestione di oltre il 30%, grazie all’abbattimento delle percentuali di errore e alla razionalizzazione dell’intero processo. Rappresenta perciò un importante strumento di lavoro per aumentare la  competitività delle imprese.

Il BIM, inoltre, non è strumentale solo alla progettazione di nuovi edifici ma anche alla digitalizzazione e rigenerazione del patrimonio esistente, per cui entra e si farà strada velocemente anche nel settore chiave della riqualificazione, investendo gradualmente ogni aspetto del costruire. Infine il BIM sta stimolando anche la nascita di nuove professioni, anch’esse d’interesse per le imprese artigiane, come ad esempio i tecnici per il rilievo dell’esistente attraverso tecnologie laser scanner, i droni, la fotogrammetria,  al fine di generare la cosiddetta nuvola dei punti che permette di costruire il modello tridimensionale di un edificio esistente con una precisione di pochi millimetri.

E non per ultimo sono coinvolte anche tutte le imprese del comparto della produzione, dai materiali per l’edilizia, ai serramenti, fino ai mobili, le quali dovranno digitalizzare i propri prodotti perché possano inserirsi all’interno del sistema Bim, che contiene tutte le informazioni sui componenti del manufatto. Perciò anche per loro è determinate il fattore tempo, in quanto attrezzarsi subito digitalizzando il proprio catalogo può costituire un’importante opportunità competitiva.