. LA CONCORRENZA SLEALE SOFFOCA L’AUTOTRASPORTO ITALIANO

CNA FITA lancia la campagna #stopdumping per una concorrenza leale nel settore

Le Piccole e Medie Imprese Artigiane dell’autotrasporto dal 2008 sono diminuite di  25.587 unità (fonte movimprese – elaborazione dati CNA Fita), nello stesso periodo il trasporto di cabotaggio, quello eseguito da un trasportatore all’interno di un Paese membro dell’Unione Europea diverso dal suo, è cresciuto del doppio, mentre la quota del trasporto internazionale gestito da imprese italiane si è dimezzato.

CNA FITA Veneto lancia un allarme contro una situazione che ha creato e rischia di continuare a creare se non bloccata, enormi danni alle aziende artigiane del trasporto e all’economia veneta.

“Basta frequentare le nostre strade e autostrade per rendersi conto che è sempre più marcata la presenza di veicoli dell’est Europa, ben superiore ai dati Eurostat che danno al 7% i livelli di penetrazione in Italia, contro il 30 e 33 % di Francia e Germania. Negli ultimi anni l’autotrasporto Italiano ha perso importanti quote di mercato per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile poter competere. Non si può continuare così, serve un intervento deciso del Governo e della Politica”, commenta Cesaro Mariano Presidente regionale di CNA FITA.

Per questo l’associazione ha lanciato una campagna, denominata #stopdumping che ha come obiettivo la creazione di condizioni di concorrenza leale nel settore dell’autotrasporto. CNA FITA chiede a   Governo e politica di bloccare il tentativo di apertura indiscriminata dei vettori esteri nel territorio nazionale che praticano forme di concorrenza sleale nei confronti degli autotrasportatori italiani.

Le imprese di autotrasporto italiane, che fino al 2008 avevano un ruolo di primo piano in Europa, in quasi dieci anni hanno visto perdere competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale, assistendo  anno dopo anno  ad una vera e propria invasione di operatori che stanno occupando importanti spazi nel mercato nazionale attraverso forme di cabotaggio non sempre regolare e spesso effettuato dalle cosiddette imprese “estero vestite”, imprese italiane che hanno de-localizzato la propria attività nei nuovi paesi dell’est emergenti.

Facile capire il perché, confrontando il costo annuale di un autista che in Italia è di 51.219 euro, di cui solo 29 mila di salario (il secondo più elevato in Europa), contro i 15.859 della Bulgaria, i 17.868 di Romania, 18 mila di Ucraina, 18.900 di Ungheria, 19.800 di Polonia. Il costo orario di un autista italiano è pari a 28,14 euro, ma in Bulgaria si scende a 8 euro, e non supera gli 11 euro in tutti gli altri paesi dell’Est Europa.

“In questi giorni, a Bruxelles, con il dibattito sulle norme contenute nel pacchetto mobilità, si stanno determinando le sorti ed il futuro delle imprese di autotrasporto: per la sopravvivenza delle imprese  di un comparto strategico come quello del trasporto e della logistica, è necessario che  si adottino urgentemente misure in grado di arginare fenomeni distorsivi della concorrenza. Non intervenire vuol dire mettere l’autotrasporto Italiano nelle mani di altri, non possiamo competere con chi in nome della libera circolazione delle merci esegue trasporti con un costo del lavoro di 8 € all’ora, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole” conclude Cesaro Mariano.

A Governo, europarlamentari e istituzioni CNA FITA chiede di introdurre normative che contengano l’uso, spesso illegale e distorto, del distacco transnazionale, mettendo un freno alla liberalizzazione del cabotaggio stradale, all’uso illegale e distorto del distacco transnazionale, all’estensione della possibilità di noleggiare veicoli di massa superiore a 6 tonnellate, alle imprese di trasporto in conto proprio, alla disapplicazione delle norme sui tempi di guida e di riposo ai trasporti non commerciali, senza limiti di massa, anche attraverso maggiori controlli per la verifica della regolarità delle operazioni di  trasporto internazionale e di cabotaggio e una nuova articolazione dei riposi settimanali degli autisti.

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